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S.I.S.P.
Servizio Igiene Sanità Pubblica

Entrata in vigore della normativa contro l'esposizione al fumo passivo. Normativa, legislazione, sanzioni. Domande frequenti.

Prevenzione dell'esposizione al fumo passivo

Normativa

Qual è lo spirito della normativa per la tutela della salute degli utenti?
Qual è la normativa di riferimento sulla tutela della salute dei non fumatori?

Soggetti obbligati

In quali locali chiusi non si potrà più fumare?
I pubblici esercizi che dispongono di un solo locale potranno derogare alla legge?
Se un esercizio dispone di più locali, può in uno di essi permettere agli avventori di fumare?
Gli alberghi sono soggetti alle disposizioni sul divieto di fumare nei pubblici esercizi?
Quali sono i requisiti dei cartelli di divieto di fumo?
Chi deve predisporre i cartelli?
Si può far lavorare un collaboratore, non fumatore, nei locali per fumatori?

Le norme tecniche

Quali sono le caratteristiche che devono avere i locali che saranno adibiti ai fumatori?
La sala fumatori negli esercizi della ristorazione è attuabile?
Nel caso di un esercizio pubblico, è possibile realizzare la sala perfumatori tramite l'installazione di pareti in materiale plastico o legno o vetro?
Oltre al deposito dell'eventuale istanza c/o l'Ufficio Tecnico Edilizia Privata del Comune (solo nel caso di realizzazione di nuovi locali), vi sono incombenze amministrative legate all'installazione dell'impiantodi ventilazione?
Si può fumare nei gazebo e nei dehor?
Ci sono altre attenzioni che è opportuno che l'esercente valuti prima di realizzare la stanza per i fumatori?
Un esercizio dispone di due locali, uno per non fumatori e uno per fumatori. Per accedere ai servizi igienici il cliente può passare nel locale per fumatori?
L'aria proveniente dai locali per fumatori può essere espulsa all'esterno utilizzando caminelle già in essere?
Se il locale che si intende riservare ai fumatori è già dotato di sola aerazione artificiale, è possibile conteggiare il ricambio d'aria dell'impianto esistente?
È possibile ricircolare, previa filtrazione, anche in minima parte, l'aria proveniente dal locale per fumatori, al fine di ridurre i consumi per il riscaldamento/raffreddamento?
La presa per l'ingresso dell'aria può essere costituita da una finestra o parte di essa mantenuta costantemente aperta?
Il cameriere utilizza entrambe le mani per portare al tavolo le consumazioni. È possibile potenziare l'impianto di aspirazione, così da evitare l'installazione della porta del locale fumatori?
Dove devono essere esposti i cartelli "Vietato Fumare"?

Sanzioni

Quali sanzioni sono previste in caso di violazione delle norme in materia?
Cosa succede qualora la multa sia pagata entro 60 giorni?
Chi sono i soggetti deputati al controllo ed alla irrogazione della sanzioni?


Normativa


Qual è lo spirito della normativa per la tutela della salute degli utenti?


Lo spirito è la tutela della salute dei non fumatori. Pertanto il principio è quello di vietare il fumo in tutti i luoghi pubblici ed inquelli privati aperti agli utenti ed al pubblico con particolare attenzione ai pubblici esercizi (bar, ristoranti, birrerie, pizzerie,ecc.). Vi sono delle eccezioni, rispettando le quali non è vietato fumare.

Qual è la normativa di riferimento sulla tutela della salute dei non fumatori?


I provvedimenti più importanti in materia sono:
  • legge n. 584 dell'11 novembre 1975 e successive modificazioni (in Gazzetta Ufficiale 5 dicembre 1975, n. 322);
  • direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 1995 (in Gazzetta Ufficiale 15 gennaio 1996, n. 11);
  • art. 52, comma 20, della legge n. 448 del 2001 (in Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2001, n. 301);
  • art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 (in Gazzetta Ufficiale 20 gennaio 2003, n. 15);
  • DPCM 23 dicembre 2003: Definizione dei requisiti tecnici dei locali per fumatori e degli impianti di ventilazione e relativi cartelli (in Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2003, n. 300);
  • accordo Stato - Regioni del 24 luglio 2003;
  • art. 19 del decreto-legge 9 novembre 2004, n. 266;
  • Proroga, al 10 gennaio 2005, delle norme a tutela della salute dei non fumatori;
  • CIRCOLARE 17 dicembre 2004 MINISTERO DELLA SALUTE (GU n. 300 del 23-12-2004);
  • Indicazioni interpretative e attuative dei divieti conseguentiall'entrata in vigore dell'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n.3, sulla tutela della salute dei non fumatori;
  • accordo Stato - Regioni del 16 dicembre 2004.


Soggetti obbligati


In quali locali chiusi non si potrà più fumare?


Il divieto di fumo è esteso a qualsiasi locale, con la sola eccezione di"quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico" e "quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati".

I pubblici esercizi che dispongono di un solo locale potranno derogare alla legge?


No. Possono eventualmente, verificata la fattibilità in base alle norme edilizie, suddividere il locale per ricavare un vano da destinare esclusivamente ai fumatori, nel rispetto di quanto indicato nell'allegato 1 del DPMC 23/12/03, con superficie inferiore al 50% della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio e tale da non costituire zona di passaggio obbligato per i non fumatori (ad es. per raggiungere i servizi igienici).

Se un esercizio dispone di più locali, può in uno di essi permettere agli avventori di fumare?


Sì, lo può fare rispettando le norme contenute nell'allegato 1 al DPCM 23/12/03.

Gli alberghi sono soggetti alle disposizioni sul divieto di fumare nei pubblici esercizi?


Si. L'albergo è un pubblico esercizio a tutti gli effetti ed in esso sidevono rispettare le norme sul fumo. Riteniamo che, al contrario, nelle camere di albergo, essendo considerate dalla dottrina e dalla giurisprudenza come domicilio del cliente non vi sia l'obbligo di osservare la normativa. Sul punto è stato chiesto il parere al Ministero della Salute.

Quali sono i requisiti dei cartelli di divieto di fumo?


I cartelli che evidenziano il divieto di fumare devono risultare adeguatamente visibili, e recare la scritta "VIETATO FUMARE", integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e cui compete accertare le infrazioni. Nelle strutture con più locali, oltre al cartello con le caratteristiche sopra riportate da situare nei luoghi di accesso o comunque di particolare evidenza, sono adottabili cartelli con la solascritta "VIETATO FUMARE". Nei cartelli devono essere indicati gli importi relativi alle sanzioni, ovvero: pagamento della somma da Euro 27,50 a Euro 275,00 (con raddoppio dell'importo se la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente statodi gravidanza o in presenza di lattanti e bambini sino a 12 anni) per itrasgressori del divieto; pagamento di una somma da Euro 220,00 a Euro 2.200,00 per i soggetti che non ottemperino alle disposizioni concernenti il rispetto e l'obbligo di vigilanza del divieto di fumo.

Chi deve predisporre i cartelli?


I datori di lavoro, oppure i soggetti formalmente delegati, delle aziende private, i dirigenti preposti alle strutture amministrative e diservizio nei locali della Pubblica Amministrazione fanno predisporre i cartelli di divieto completi delle indicazioni sopra riportate.

Si può far lavorare un collaboratore, non fumatore, nei locali per fumatori?


Le vigenti disposizioni in materia in tema di sicurezza ed igiene del lavoro (d.lgs. 626/94 ecc.) non sono state modificate dalla normativa sul divieto di fumo.


Le norme tecniche


Quali sono le caratteristiche che devono avere i locali che saranno adibiti ai fumatori?


I locali riservati ai fumatori devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, dove è vietato fumare. Così dispone il DPCM 23 dicembre 2003, il quale prevede altresì che i locali per fumatori debbano:
  • essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati;
  • essere dotati di ingresso con porta a chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura;
  • essere forniti di adeguata segnaletica (cartelli con indicazione luminosa "area per fumatori");
  • non rappresentare un locale obbligato di passaggio per i non fumatori. All'ingresso dei locali, infine, deve essere indicato il numero massimo di persone ammissibili, in base alla portata dell'impianto di ventilazione forzata. L'aria proveniente dai locali per fumatori non è per altro riciclabile, ma deve essere espulsa all'esterno attraverso idonei impianti ed aperture. Negli esercizi di ristorazione, devono in ogni caso essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva del locale. Il DPCM citato specifica che la superficie destinata ai fumatori deve essere inferiore alla metà della superficie complessiva dell'esercizio di somministrazione. Tutti i locali in cui è vietato fumare devono recare esposto e ben visibile il relativo cartello di avviso, contenente anche le sanzioni applicabili ai contravventori ed i soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto.

La sala fumatori negli esercizi della ristorazione è attuabile?


Si, qualora esista un locale a sé stante rispetto a quello per non fumatori. Il locale per fumatori deve avere una superficie inferiore al 50% della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio.

Nel caso di un esercizio pubblico, è possibile realizzare la sala per fumatori tramite l'installazione di pareti in materiale plastico olegno o vetro?


Si, a condizione che entrambi i nuovi locali presentino caratteristiche igienico - sanitarie conformi ai requisiti minimi previsti da leggi e regolamenti. (altezza interna, rapporti diaero-illuminazione ecc.). Per eseguire tali opere è sufficiente depositare un'istanza c/o l'Ufficio Tecnico Edilizia Privata del Comune, utilizzando una specifica procedura semplificata. In merito al materiale utilizzato, va tenuto presente l'aspetto della sicurezza.

Oltre al deposito dell'eventuale istanza c/o l'Ufficio Tecnico Edilizia Privata del Comune (solo nel caso di realizzazione di nuovi locali), vi sono incombenze amministrative legate all'installazione dell'impianto diventilazione?


Si, la realizzazione di un impianto di ventilazione è soggetta al deposito c/o gli uffici comunali competenti, della documentazione prevista in materia di risparmio energetico e di impatto acustico, redatta da tecnici professionisti iscritti al rispettivo Collegio o Ordine. Inoltre, trattandosi di modifica di locali soggetti all'autorizzazione sanitaria (Bar, Ristoranti ecc.), l'installazione di detti impianti deve essere preventivamente comunicata ai sensi dell'art. 27 del D.P.R. 327/80.

Si può fumare nei gazebo e nei dehor?


Il divieto riguarda i locali e pertanto è consentito fumare nei tavoli all'aperto, sia su suolo pubblico, che su aree private. Il Ministero non ha ancora risposto ad un quesito l'applicabilità delle legge adehor e gazebo che non sono "locali" in senso tecnico. Al riguardo, inattesa di una autorevole risposta, si ritiene che una struttura con copertura superiore e chiusa sui quattro lati debba, ai fini della legge, essere considerata alla stregua di un "locale", con conseguente assoggettamento al divieto di fumare.

Ci sono altre attenzioni che è opportuno che l'esercente valuti prima di realizzare la stanza per i fumatori?


Nell'interesse dell'esercente, è opportuno che venga richiesto al progettista non solo il dimensionamento dell'impianto ma anche il costo energetico dimantenimento dello stesso.

Un esercizio dispone di due locali, uno per non fumatori e uno per fumatori. Per accedere ai servizi igienici il cliente può passare nel locale per fumatori?


No, l'area per fumatori non può essere passaggio obbligato per non fumatori.

L'aria proveniente dai locali per fumatori può essere espulsa all'esterno utilizzando caminelle già in essere?


Si, qualora il tecnico che installa l'impianto ne certifichi la regolarità. Rimane comunque l'obbligo di non creare danni o molestie a terzi darumore e da aria viziata.

Se il locale che si intende riservare ai fumatori è già dotato di sola aerazione artificiale, è possibile conteggiare il ricambio d'aria dell'impianto esistente?


All'impianto esistente, che dovrà essere conforme alle norme U.N.I., dovrà essere aggiunta la portata d'aria prevista dal DPCM 23/12/2003.

È possibile ricircolare, previa filtrazione, anche in minima parte, l'aria proveniente dal locale per fumatori, al fine di ridurre i consumi per il riscaldamento/raffreddamento?


L'aria proveniente dai locali per fumatori non è riciclabile.

La presa per l'ingresso dell'aria può essere costituita da una finestra o parte di essa mantenuta costantemente aperta?


L'aria in ingresso deve essere idoneamente trattata. La presa, posta possibilmente all'altezza di almeno mt. 4 nel rispetto delle norme U.N.I., deve essere costituita da apposita struttura e localizzata in zona che garantisca una buona qualità dell'aria prelevata.

Il cameriere utilizza entrambe le mani per portare al tavolo le consumazioni. È possibile potenziare l'impianto di aspirazione, così da evitare l'installazione della porta del locale fumatori?


No! Il vano per fumatori deve essere dotato di porta di chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura.

Dove devono essere esposti i cartelli "Vietato Fumare"?


La norma (DPCM 23/12/2003) recita: "Nei locali in cui è vietato fumare sono collocati appositi cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano tale divieto. Ai fini della omogeneità sul territorio nazionale, tecnicamente opportuna, tali cartelli devono recare lascritta "VIETATO FUMARE", integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e cuicompete accertare le infrazioni". È pertanto opportuno che icartelli siano esposti, nei luoghi di accesso e in tutti i locali doveè vietato fumare. Non è previsto un numero minimo o massimo di cartelli, riteniamo, in questo periodo di avvio, miglior cosa abbondare (...meglio un cartello in più che una discussione tra clienti).

Sanzioni

Quali sanzioni sono previste in caso di violazione delle norme in materia?


Le misure sanzionatorie applicabili alla mancata ottemperanza dell'obbligo di curare l'osservanza del divieto e alle infrazioni al divieto di fumare - per tutte le tipologie di locali ed ambienti, ivi compresi imezzi di trasporto pubblici sono quelle previste dall'articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, e successive modificazioni, ossia:
  • pagamento della somma da Euro 27,50 a Euro 275,00 (con raddoppio dell'importo se la violazione sia commessa in presenza di una donna inevidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti e bambini sino a12 anni) per i trasgressori del divieto;
  • pagamento di una somma da Euro 220,00 a Euro 2.200,00 per i soggetti che non ottemperinoalle disposizioni concernenti il rispetto e l'obbligo di vigilanza del divieto di fumo.

Cosa succede qualora la multa sia pagata entro 60 giorni?


É ammesso il pagamento della sanzione pecuniaria prevista in misura ridotta, pari ad 1/3 del massimo o al doppio del minimo della sanzione, se più favorevole, oltre alle spese del procedimento, nel caso in cui il versamento sia effettuato entro sessanta giorni dalla contestazione immediata ovvero, se questa non vi è stata, dalla data di notifica della violazione.

Chi sono i soggetti deputati al controllo ed alla irrogazione della sanzioni?


Le Forze di Polizia, gli Organi di vigilanza sanitaria, amministrativa, ecc. All'esercente spetta la vigilanza ed il richiamo al rispetto del divieto nei locali ove esso vige.

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