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D.lgs 81/2008 - Tutela dal fumo passivo e luoghi di lavoro

Il fumo rappresenta un problema di sanità pubblica a livello mondiale ed è causa di molteplici malattie, compresi i tumori. Chi respira fumo passivo ha molte probabilità di ammalarsi rispetto ai non esposti.
 

Premessa

Secondo il Ministro della Sanità il fumo rappresenta uno dei problemi più gravi di sanità pubblica a livello mondiale, è causa di una molteplicità di malattie dell'apparato cardiovascolare, respiratorio, compreso il tumore polmonare. Ogni anno in Italia sono 90.000 le morti e 3 milioni nel mondo per queste patologie, in circa il 90% dei casi la causa è il fumo di sigaretta. Lo IARC (International Agency for Research on Cancer), a seguito di uno studio condotto in 12 nazioni, ha inserito il fumo passivo nel gruppo 1 dei cancerogeni. Secondo questa classificazione, il fumo involontario è un cancerogeno certo per l'uomo. Chi respira fumo passivo ha una probabilità di ammalarsi di tumore del 20/30% superiore rispetto ai non esposti. Lo studio  dimostra che l’ associazione  fumo passivo e  ambiente lavorativo comporta un aumento significativo del rischio.

Pericoli dal fumo di sigaretta

Nel fumo di sigaretta sono stati identificate 4.000 sostanze. Alcune di  queste: acroleina, formaldeide, ammoniaca, ossidi di azoto, materie particellate, monossido di carbonio (CO), benzene, amine aromatiche, cianuri, nicotina, idrocarburi aromatici policiclici (IPA), sono noti cancerogeni, altre sono irritanti delle mucose, altre interferiscono con il trasporto dell’ossigeno, altre determinano dipendenza.
L'esposizione passiva è quantitativamente più ricca per il contenuto in benzopirene (3 volte superiore), toluene (6 volte superiore), dimetilnitrosammina (50 volte superiore)  del fumo inalato direttamente. Di seguito sono riportate le norme di riferimento e la loro applicazione negli ambienti di lavoro.

Norme di tutela degli ambienti di vita

  • Legge 11 novembre 1975, n° 584:  vieta il fumo  in determinati locali (es. ospedali, scuole, locali adibiti a pubblica riunione e una serie di locali di divertimento);
  • Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 1995: estensione del divieto a tutti i locali aperti al pubblico appartenenti alla Pubblica Amministrazione;
  • Decreto del Ministero 18 maggio 1976 sugli impianti di condizionamento o ventilazione di cui alla legge del 1975;
  • Circolare del Ministero della Sanità del 5 ottobre 1976: contiene precisazioni sull'ambito di applicazione della legge del 1975;
  • Legge 428/1990: impone ai produttori di derivati del tabacco di apporre sulle confezioni scritte quali "Il fumo provoca il cancro", "Nuoce gravemente alla salute";
  • Circolare del Ministero della Sanità 28 marzo 2001 n. 4: richiama l'attenzione sul problema ed invita tutti i fumatori a porre rimedio ad un'abitudine nociva per sé e per gli altri;
  • Legge 16 gennaio 2003: vieta il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati;
  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23.12.2003, di attuazione dell’art. 51, comma 2 della L. 16 gennaio 2003;
  • Regolamento attuativo della L. 16.01.03, n° 3, approvato dal Consiglio dei Ministri il 18.04.03;
  • Accordo Stato e Regioni del 24.07.2003 sul  "Divieto di fumare in luoghi determinati".

Norme di tutela degli ambienti di  lavoro, D.Lgs. 81/2008

  • all'art 15 c. 1. lett. e), "Misure generali di tutela" prevede "..la riduzione dei rischi alla fonte..";
  • all'art. 18  c. 1 lett. f), "Obblighi del datore di lavoro e del dirigente" prevede per il datore di lavoro l'obbligo di richiedere "… l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro…";
  • all’art. 28 c. 1, "Oggetto della valutazione dei rischi" stabilisce che "..la valutazione dei rischi ..deve riguardare tutti rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari…";
  • all'art. 63 c. 1 - Allegato IV punto 1.9.1,  "Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi" stabilisce che "Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario… che i lavoratori.. dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali.. e…con impianti di aerazione";
  • all'art. 222 c. 3, "Definizioni" considera pericolosi anche gli "agenti chimici che, pur non essendo classificati come pericolosi, …, possono comportare un rischio per la ..salute dei lavoratori a causa delle loro proprietà..tossicologiche..";
  • all'art. 223,  "Valutazione dei rischi" impone al datore di lavoro "l’obbligo di  determinare "…preliminarmente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro.." e di valutare "..anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti..";
  • all'art. 237 c. 1 lett. b),  "Misure tecniche, organizzative, procedurali" impone l'obbligo di installare i segnali "…vietato fumare" e di vietare il fumo nelle aree con presenza di sostanze cancerogene;
  • all'art. 239 c. 1 lett. a), "Informazione e formazione" impone l’obbligo di informare-formare i lavoratori addetti alle lavorazioni con cancerogeni e mutageni sui "…rischi supplementari dovuti al fumare".

Giurisprudenza

La giurisprudenza valuta il fumo passivo come  un fattore di rischio che deve essere adeguatamente affrontato dal datore di lavoro alla pari degli altri rischi presenti negli ambienti di lavoro in quanto è oramai dimostrato il rapporto eziologico fra esposizione e danno ( Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, 4 ott. 2001, Ordinanza del tribunale di Bari, 4 ott. 2001, Tribunale di Milano, 1 marzo 2002, Ordinanza del Tribunale di Roma, 16 sett. 2000).

In particolare, l'ordinanza del Tribunale di Roma del 16.09.2000 conferma la necessità della sicurezza assoluta nella protezione dei lavoratori dal fumo passivo, non ritenendo sufficiente la presenza di  impianti di aerazione per  garantire livelli qualitativi dell'aria nell'ambiente di lavoro tali da non pregiudicare la salute di alcuno.

Prevenzione negli ambienti di lavoro

L'esposizione passiva a fumo derivante dalla combustione del tabacco è un fattore di rischio cancerogeno accertato e si considera fattore di rischio lavorativo qualora sia presente nei luoghi di lavoro.

Dalla circolare del Ministero della Salute del 17 dicembre 2004: "La prevenzione dei gravi danni alla salute derivanti dall’esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco costituisce obiettivo prioritario della politica sanitaria del nostro Paese e dell'U.E. La nuova normativa si inserisce in questa visione strategica e per questo si rende necessario garantire il rispetto delle norme di divieto e il sanzionamento delle relative infrazioni. Il divieto di fumare trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici ma anche in quelli privati che siano aperti al pubblico o agli utenti.

Tale accezione comprende gli stessi lavoratori dipendenti, in quanto "utenti” dei locali nell’ambito dei quali prestano la loro attività lavorativa. E’ infatti interesse del datore di lavoro mettere in atto e far rispettare il divieto, anche per tutelarsi da eventuali rivalse da parte di tutti coloro che potrebbero instaurare azioni risarcitorie per danni alla salute causati dal fumo."

Obblighi

Ne deriva l'obbligo per il datore di lavoro, dirigenti e preposti, di attuare tutti gli interventi preventivi previsti dalla normativa vigente:
  • effettuazione della valutazione del rischio da fumo passivo ( art. 28 c. 1, art. 223 D. Lgs. 81/2008) quale agente cancerogeno;
  • adozione di misure generali di prevenzione primaria finalizzate all’eliminazione del rischio.

Alla luce della normativa e della giurisprudenza, nei luoghi di lavoro in cui vi siano presenti lavoratori è fatto divieto di fumo e nei locali riservati ai fumatori, (presenti ad es. nei: bar, ristoranti, sale di intrattenimento, bingo, altro..), non possono essere svolte attività lavorative da personale dipendente, anche se saltuarie.

L'obbligo del  rispetto della normativa è a carico dei datori di lavoro, dirigenti e preposti  ai sensi del D. Lgs. 81/2008 e della normativa ad esso correlata e costituirà elemento di controllo da parte di questo SPISAL, nell’ambito delle attività di vigilanza negli ambienti di lavoro.


Approfondimenti

Prevenzione dell'esposizione al fumo passivo nei locali pubblici

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29/12/2003 in materia di "tutela della salute dei non fumatori" contiene le norme anti-fumo che i locali pubblici devono rispettare per ridurre il più possibile l'esposizione ai pericoli del fumo passivo.


Altre risorse per la Legge 81

Legge 81/2008
D.lgs 9 aprile 2008 n. 81. Le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo costituiscono l'attuazione dell'articolo 1 della Legge 3 agosto 2007 n. 123 per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

Percorso formativo RLS
Documento di intesa tra Organismo Paritetico Provinciale di Verona e Spisal Ulss 20, 21 e 22 sul nuovo percorso formativo per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

Sorveglianza sanitaria - scheda raccolta informazioni
Trasmissione da parte del medico competente tramite via telematica delle informazioni relative ai dati sanitari e di rischio del lavoratori, secondo l'articolo 40 del D.lgs 81 del 2008.

Stress lavoro correlato
Lo stress da lavoro può causare danni psicosociali o fisici ed è tra le cause più comuni di malattia dei lavoratori in tutta la UE

Nomina RSPP e ASPP
Legge 81/2008. Requisiti per la nomina del Responsabile e Addetto dei Servizi di Prevenzione e Protezione.

Gruppi di lavoro
Gli SPISAL della provincia di Verona con l'INAIL, la DPL e le parti sociali hanno attivato tre gruppi di lavoro sulla Legge 81/2008, in attuazione dell'articolo 1 della Legge 3 agosto 2007 n. 123.

Il Medico Competente
Il medico competente collabora alla programmazione, predisposizione e attuazione delle misure per la tutela della salute e integrità psico-fisica dei lavoratori

Approfondimenti
Testo unico per la sicurezza sul lavoro (D.lgs 81 del 9 aprile 2008). Primi chiarimenti e considerazioni. Documentazione e video.

Scadenze e proroghe
Calendario delle scadenze e delle proroghe del D.lgs 81

Tutela dal fumo passivo e luoghi di lavoro
Il fumo rappresenta un problema di sanità pubblica a livello mondiale ed è causa di molteplici malattie, compresi i tumori. Chi respira fumo passivo ha molte probabilità di ammalarsi rispetto ai non esposti

Test conoscenza italiano lavoratori immigrati
Il progetto regionale "promossi in classe" ha sperimentato un test utilizzabile in azienda per valutare la competenza linguistica dei lavoratori stranieri, al fine di conoscere i passi necessari nell'organizzazione della informazione e formazione dei lavoratori

Sicurezza sul lavoro: manuali di approfondimento
Manuali, guide, strumenti per la diffusione e il radicamento della cultura della sicurezza sul luogo di lavoro

Convegni, conferenze, incontri
Incontri, conferenze, eventi in tema di Legge 81 nuovo Testo Unico sicurezza sul lavoro

Il percorso
Come si è arrivati alla stesura del Decreto legislativo 81/2008.


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