U.O.S. Coordinamento degli Screening Oncologici

U.O.S. Coordinamento degli Screening Oncologici

Cosa sono e a chi si rivolgono gli screening oncologici. I programmi di screening attivati

È il referente unico, sia per l'utenza, che per le strutture interne ed esterne all'Azienda ULSS 20, coinvolte nel percorso di screening.

Ha il compito di sviluppare azioni coordinate di promozione, sensibilizzazione ed informazione alla popolazione sui programmi di screening, organizzare le attività di primo livello e raccogliere ed elaborare i dati relativi ai risultati dei programmi. Rappresenta inoltre il riferimento aziendale per la gestione del budget ed il monitoraggio dei finanziamenti di progetto.

Gli screening oncologici si inseriscono nel piano più ampio della lotta contro il cancro che deve essere condotta su più fronti: l'individuazione delle cause dei tumori, l'eliminazione o la riduzione dell'esposizione a fattori di rischio noti, l'individuazione precoce del cancro o dei suoi precursori mediante lo screening, nonché un miglioramento del trattamento della malattia e delle cure.
Il primo passo per prevenire la comparsa dei tumori è adottare uno stile di vita sano (v. il sito di "Guadagnare Salute. Rendere facili le scelte salutari").

"To screen" significa "setacciare, vagliare, selezionare": in ambito medico, vuol dire andare a cercare, tra le persone che non hanno disturbi o sintomi, quelle che potrebbero avere una malattia in fase iniziale o un precursore della malattia.

Molti tumori impiegano parecchio tempo, anche anni, prima di provocare disturbi evidenti: i test di screening sono esami semplici e di rapida esecuzione che permettono di intercettarli nelle fasi iniziali, in cui ancora non danno sintomi. Anticipare la diagnosi consente di offrire un trattamento tempestivo, che in molti casi è meno traumatico e dà maggiori probabilità di guarigione.

Tre sono gli screening oncologici che, in base alle attuali evidenze della ricerca scientifica internazionale, sono in grado di ridurre la mortalità dovuta ai rispettivi tumori: screening del tumore del collo (cervice) dell'utero, screening del tumore del seno, screening del tumore del colon retto.

Nel 2001 l'Italia ha inserito questi tre screening nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero tra le prestazioni che il Sistema Sanitario Nazionale è tenuto a fornire ai tutti i cittadini (in determinate fasce di età).

Sulla base di queste evidenze ed in linea con le raccomandazioni ministeriali, l'ULSS 20 offre ai propri assistiti la possibilità di partecipare gratuitamente ai Programmi organizzati di screening oncologico, accreditati dalla Regione Veneto e costantemente controllati sotto il profilo della qualità.

I Programmi prevedono l'offerta gratuita dei test di screening, tramite una lettera di invito personale che verrà inviata a casa, a tutti i cittadini residenti nel territorio dell'ULSS 20, in determinate fasce di età (in cui l'efficacia dello screening è maggiore) e ad intervalli di tempo prestabiliti (diversi a seconda dello screening ed anch'essi scelti sulla base delle evidenze scientifiche).

Gli eventuali approfondimenti e trattamenti che si rendessero necessari dopo il test di screening, sono anch'essi gratuiti ed organizzati all'interno del Programma.

Per massimizzare l'efficacia dello screening è importante che i test vengano ripetuti regolarmente nel tempo, secondo le raccomandazioni del Programma.

I test sono gratuiti e non serve l'impegnativa medica, basta portare con sé la lettera di invito (oltre alla tessera sanitaria). È inoltre possibile ottenere un certificato per giustificare l'assenza dal lavoro.

  • Paptest (o esame citologico). Viene offerto alle donne di età compresa fra i 25 e i 29 anni , ogni tre anni.
  • Test HPV per la ricerca del virus del papilloma. Viene offerto alle donne di età compresa fra 30 e 64 anni ogni 5 anni. L’introduzione dell’offerta del test HPV, in parziale sostituzione del pap test, avverrà gradualmente nel corso degli anni 2015 - 2018.
  • Mammografia. Viene offerta alle donne di età compresa fra i 50 e i 69 anni, ogni due anni.
  • Esame di ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). Viene offerto a uomini e donne tra i 50 ed i 69 anni di età, ogni due anni.
  • Rettosigmoidoscopia. Fino all’ottobre 2015 l’Azienda Ulss 20 ha offerto come programma di screening, l’esame rettosigmoidoscopia (RS), una volta nella vita, alle persone di 60 anni d’età, e tra i 61 e i 69 anni, l'esame di ricerca del sangue occulto fecale, ogni due anni, a coloro che non avevano aderito alla RS.

Ambedue le tecniche di screening, secondo le evidenze scientifiche, si sono dimostrate efficaci nella prevenzione e nella diagnosi precoce dei tumori dell'intestino e nel ridurre la mortalità dovuta a questi tumori.

A più di dieci anni dall’avvio dello screening del colon retto (anno 2003), esaminando l’esperienza consolidata si è arrivati alla scelta di uniformarsi alla programmazione dello screening colon retto della Regione Veneto e di passare quindi all’offerta esclusiva dell’ esame di ricerca del sangue occulto fecale, ogni due anni, nella fascia d’età tra i 50 ed i 69 anni.

I risultati dei test nella norma ("test negativo"), vengono spediti a casa tramite lettera.

Se invece il test mostra qualche anomalia ("test positivo"), la persona viene contattata telefonicamente, o per lettera, a seconda dello screening e vengono offerti degli esami di approfondimento.

È importante sapere che un test di screening positivo non indica per forza la presenza di un tumore. In questi casi vengono proposte ulteriori indagini, che permettono di fare una diagnosi accurata. Nella maggior parte dei casi questi accertamenti risulteranno nella norma e permetteranno di escludere la malattia; quando invece sarà necessario, il paziente verrà avviato all'opportuno trattamento, secondo protocolli di cura standardizzati, presso centri specializzati.

I programmi di screening hanno effetti benefici dimostrati per la salute della popolazione a cui vengono offerti. Nei Paesi in cui è stato introdotto il Paptest, l'incidenza e la mortalità del tumore del collo dell'utero si sono considerevolmente ridotte; anche gli screening dei tumori del seno e del colon retto si sono dimostrati efficaci nel diminuire la mortalità legata a queste neoplasie.

Inoltre una diagnosi precoce permette di giovarsi di terapie chirurgiche e mediche più accettabili e conservative, con un minor ricorso a interventi demolitivi (ad esempio, l'asportazione dell'utero, dell'intera mammella o di un tratto di intestino), e offre di conseguenza una migliore qualità di vita alle persone in cui la diagnosi viene posta tramite screening.

Tuttavia bisogna tenere presente che gli screening, come tutti gli esami medici, presentano dei limiti, e possono quindi comportare anche effetti negativi: preoccupazione ed ansia immotivate nel caso di test positivi non confermati dai successivi approfondimenti; falsa rassicurazione nei rari casi in cui il test di screening risulta nella norma, ma è invece presente un tumore o un suo precursore; terapie o accertamenti invasivi per lesioni che si rivelano benigne o che presenterebbero comunque un decorso molto lento.

Sebbene la periodica ripetizione dei test permetta di diagnosticare buona parte dei tumori prima che compaiano dei sintomi, può raramente capitare che alcuni tumori si manifestino con segni clinici nell'arco di tempo che intercorre tra due test di screening.

Per questo motivo, è molto importante segnalare al proprio medico curante eventuali disturbi che insorgessero nell'intervallo tra un test di screening ed il successivo, e rivolgersi all'Ufficio Coordinamento Screening per programmare eventuali ulteriori controlli.

Risorse

Screening del colon retto

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Screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto

Screening mammografico

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Lo screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella. L'effettuazione della mammografia in molti casi permette di scoprire il tumore nelle fasi iniziali, quando ancora non dà sintomi

Screening cervice uterina

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