Le disuguaglianze in sanità

Le disuguaglianze in sanità

Le difformità socioeconomiche riflettono un'esposizione differenziata, da prima della nascita e per tutta la durata della vita, ai rischi di malattia associati alla posizione socioeconomica

Le disuguaglianze in sanità costituiscono un rilevante problema, anche per i Paesi che si sono dotati di un Servizio Sanitario Nazionale.

Sebbene la mortalità generale si sia ridotta fortemente negli ultimi 50 anni persistono inaccettabili disuguaglianza nel campo della salute. Per diversi parametri sanitari, nelle ultime decadi, le disuguaglianze sono rimaste invariate o si sono dilatate.

Queste disuguaglianze colpiscono l'intera società e possono essere identificate ad ogni stadio della vita dalla gravidanza alla vecchiaia.

Questa sezione del sito raccoglie documentazione sugli interventi idonei a combatterle.

Nel nostro Paese, questo tema non è ancora stato affrontato nei documenti nazionali di programmazione sanitaria.

Il tema non è citato nel Documento preliminare informativo sui contenuti del nuovo Piano Sanitario Nazionale 2010-2012 consegnato dal Ministro Fazio alla Conferenza Stato-Regioni del 29 aprile 2010.

Parimente assente nell'approvato Piano nazionale per la prevenzione (PNP) per gli anni 2020-2012) che trova, per altro, modo il tempo di enfatizzare la necessità di una nuova "medicina predittiva";

Il tema, invece, sia pure in termini molto disomogenei o anche di sola citazione trova attenzione  in diversi dei Piani regionali di prevenzione 2010-2012 (Prp): Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria e Valle D'Aosta

Scontiamo dunque un forte ritardo rispetto alle indicazioni dell'OMS e dell'Unione Europea di inserire in ogni programma sanitario una specifica valutazione dell'effetto che tali interventi possono comportare nell'ampliare o diminuire le disuguaglianze sanitarie esistenti.

In realtà sono molte le attività di contrasto alle disuguaglianze che diffusamente vengono organizzate nel Paese anche se al di fuori di una cornice generale di riferimento; penso, quindi, sia importante cominciare a dar loro risalto tentando di identificare il mosaico di iniziative realizzabili e realizzate in modo da innescare la possibilità che possano essere replicate in altre zone del Paese.

Gli interventi di contrasto delle disuguaglianze di salute

Emerge in ogni ricerca effettuata un evidente rapporto fra un basso stato socio-economico e ridotto stato di salute. Questo  rapporto appare particolarmente stringente in relazione al livello di povertà relativa piuttosto che a quello della povertà assoluta. Preoccupante, inoltre, la constatazione che programmi di prevenzione (quali ad esempio gli screening oncologici), anche se gratuiti, possano attivare il risultato paradossale di incrementare invece che di ridurre le disuguaglianze di salute. L’attenzione a questi temi è nel nostro Paese alquanto scarsa mentre è molto viva nell’Unione Europea

Disuguaglianze in salute: le iniziative di individuazione e contrasto promosse dal dipartimento di prevenzione dell'azienda ULSS 20 di Verona

La tesi di specialità della Dottoressa Mara Baldissera (discussa nel mese di luglio 2014) contiene, nella prima parte, un accurato aggiornamento sulla bibliografia internazionale e sugli aspetti teorici del dibattito sulle disuguaglianze in salute. La seconda parte consta di un’analisi completa delle attività che il Dipartimento di Prevenzione di Verona conduce contro le disuguaglianze e che costituiscono, dunque, l’applicazione sul campo dei presupposti teorici della prima parte.

Disuguaglianze in salute. Ricognizione delle iniziative in atto presso il Dipartimento di Prevenzione

Deliberazione Ulss 20 n. 201 del 05/04/2012. La consapevolezza che le disuguaglianze sociali hanno un forte impatto sulla salute degli individui è ben presente a tutti gli osservatori di politiche sanitarie. Il Dipartimento di Prevenzione nell'ambito delle proprie attività istituzionali ha avviato nel tempo una serie di iniziative sull'argomento, promuovendo specifici programmi e progetti a livello locale, regionale e nazionale. Si è adottato pertanto un provvedimento che mira a valorizzare le attività del Dipartimento di Prevenzione fin qui svolte ed in essere, nonché di attuare un monitoraggio ed un coordinamento delle iniziative di prevenzione e promozione della salute attuate da questa Azienda a favore di gruppi di popolazione particolarmente fragili quali emigrati e minoranze etniche, senzatetto.

Accordo Stato - regioni in tema di salute degli immigrati

Presidenza del Consiglio dei Ministri. Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle regioni e province autonome italiane

Contrasto alle disuguaglianze nell'accesso agli screening oncologici femminili

Gli screening oncologici sono un intervento preventivo di provata efficacia nel ridurre la mortalità dovuta a cancro mammario, della cervice uterina e del colon retto. L'efficacia e l'impatto degli interventi di prevenzione, così come dell'assistenza sanitaria in generale, sono tuttavia condizionati da una serie di fattori (status socio economico, livello di istruzione, cittadinanza ), che influenzano le possibilità di accesso e l'effettiva capacità di fruizione dei servizi sanitari da parte di diversi sottogruppi di popolazione. Si registrano, infatti, tassi di adesione inferiori in categorie svantaggiate (persone con basso livello di istruzione e/o difficoltà economiche, minoranze etniche, immigrati. In questo contesto è stato messo a punto un l progetto volto a promuovere, nelle donne immigrate e in altre fasce di popolazione svantaggiate, la partecipazione agli screening oncologici femminili. Si è scelto di focalizzare l'attenzione sulle disuguaglianze legate alla condizione di immigrato (che spesso si sovrappone ad altri fattori di svantaggio, come il basso reddito o livello di istruzione), in ragione della crescente consistenza del fenomeno migratorio nel Veneto e della possibilità di identificare la popolazione target tramite i flussi informativi correnti.

Documento. L'importante è partecipare. Un progetto di contrasto alle disuguaglianze nell'accesso agli screening oncologici femminili

Documento: Donne immigrate e screening cervicale nel Veneto

Un'esperienza di vaccinazione di bambini Rom

Un'iniziativa in atto nella città di Verona ha l'obiettivo di raggiungere e vaccinare i bambini dei nuclei familiari Rom di origine romena che erano ospitati in un campo nomadi di Boscomantico, ora chiuso dall'Amministrazione comunale. Si tratta di un piccolo gruppo di 150 persone, metà delle quali di età inferiore ai 12 anni che, dopo la chiusura del campo, si sono disperse su tutto il territorio provinciale. Il tentativo del Dipartimento di Prevenzione è favorire ed organizzare l'afflusso di questi bambini verso uno dei nostri ambulatori vaccinali tramite anche il coinvolgimento di una ONLUS molto attiva: "Medici per la Pace"

Medici per la Pace: collaborazione con l'Ulss 20 di Verona per le vaccinazioni dei bambini e adolescenti Rom

l'ULSS 20 si è avvalsa della collaborazione con l'Associazione Medici per la Pace Onlus per la realizzazione di un programma socio-sanitario vaccinale nei confronti di una comunità ROM di origine rumena: era previsto che l'Associazione Medici per la Pace rintracciasse la popolazione infantile - un tempo insediata nel campo nomadi sopra citato ed ora dispersa nel territorio - ne ricostruisse la storia vaccinale ed accompagnasse i minori non vaccinati, o vaccinati solo parzialmente, presso un punto vaccinale dell'ULSS 20. Successivamente attivasse una campagna per l'offerta del vaccino contro l'infezione da Human Papilloma Virus (HPV) alle adolescenti dei campi nomadi e proporre tale vaccinazione anche alle donne di età inferiore ai 26 anni, in considerazione della loro scarsa adesione alla prevenzione secondaria della patologia causata dal virus HPV. Maggiori informazioni su altre iniziative nel sito dell'Associazione Medici per la Pace (link esterno).

Delibera vaccinazione popolazione infantile Rom

Convenzione vaccinazione popolazione infantile Rom

Delibera vaccinazione virus HPV adolescenti Rom

Convenzione vaccinazione virus HPV adolescenti Rom

Proposta di protocollo per la sorveglianza della tubercolosi in carcere

La tubercolosi polmonare in situazioni di stretta promiscuità e sovraffollamento è un problema di sanità pubblica che anche nel carcere di Verona è particolarmente avvertito, sia dagli ospiti che dagli operatori sanitari e dal personale di Polizia Penitenziaria. Nel corso del 2010, in concomitanza con il riscontro di un caso di tubercolosi polmonare cavitaria, un'intera Sezione di detenzione della Casa Circondariale è stata sottoposta a screening tubercolinico mediante intradermoreazione di Mantoux. In tale occasione i 2/3 degli individui testati risultarono positivi e furono quindi avviati alle altre fasi del percorso diagnostico. In considerazione di tale quadro epidemiologico è parso opportuno ridisegnare un sistema di sorveglianza atto a individuare il più precocemente possibile eventuali nuovi casi di tubercolosi e, tramite la chemioprofilassi dell’infezione latente, prevenirne ulteriori.

Promuovere sani stili di vita nei soggetti socio-economicamente svantaggiati. Sebbene la mortalità generale si sia ridotta fortemente negli ultimi 50 anni persistono inaccettabili disuguaglianza nel campo della salute. L'attività fisica rappresenta uno degli strumenti più validi per prevenire la comparsa e le complicanze di numerose malattie croniche (cardiovascolari, metaboliche, oncologiche, psichiatriche). Molto spesso però i messaggi e gli interventi preventivi raggiungono con maggiore difficoltà proprio i soggetti che maggiormente ne avrebbero bisogno secondo la cosiddetta “legge inversa di prevenzione” (Acheson 1998)

Attività con alunni stranieri, insegnanti e genitori

Una fascia di popolazione particolarmente difficile da raggiungere è rappresentata dalle persone immigrate di prima o seconda generazione. A partire dal 2011 sono iniziati due progetti di promozione dell’attività fisica rivolti a questo target. Il progetto è stato realizzato in alcuni Istituti Comprensivi veronesi in cui è particolarmente forte la presenza di immigrati; esso ha coinvolto anche i genitori, il servizio di mediazione culturale della ULSS 20 ed i mediatori culturali delle diverse etnie. Sono state svolte le seguenti attività:

  • incontri con i mediatori culturali per definire al meglio i  messaggi e conoscere le caratteristiche delle aree culturali maggiormente presenti a Verona e gli atteggiamenti delle diverse comunità nei confronti dell’attività fisica e degli stili di vita sani
  • realizzazione di materiale divulgativo multilingue tra cui il gioco dell’oca per bambini delle scuole primarie pagina dei materiali
  • laboratori con gli alunni/e della scuola primaria e secondaria di primo grado (“Giocacuore” per le primarie e laboratorio orienteering per i ragazzi delle scuole secondarie)
  • incontri di sensibilizzazione con insegnanti di scuole di diverso ordine e grado e con i genitori dei ragazzi coinvolti.
  • progettazione di unità didattiche sul tema degli stili di vita sani (attività fisica e sana alimentazione) con un gruppo di insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado
  • raccolta di giochi tipici delle diverse comunità e di tecniche basate sul movimento per facilitare l’apprendimento della lingua italiana ai ragazzini da poco arrivati nel nostro paese
Andiamo a scuola da soli! Percorsi di autonomia e movimento casa - scuola

MuoverSì ha pubblicato il volume "Andiamo a scuola da soli! Percorsi di autonomia e movimento casa - scuola: indicazioni operative", nell'ambito del Piano Regionale per la Promozione dell’Attività Motoria. Il capitolo "Famiglie straniere, culture e generazioni in movimento: quali messaggi per le famiglie straniere?” riporta le riflessioni emerse nel corso di alcuni momenti di dialogo con le comunità straniere presenti nel nostro territorio (utilizzando il dispositivo della mediazione linguistico-culturale) sul tema della promozione della mobilità sostenibile sul percorso casa-scuola

Documento. Percorsi di autonomia e movimento casa - scuola

Manuale "Andiamo a scuola da soli!". Dopo "Muovimondo", è stato pubblicato il manuale per gli insegnanti "Andiamo a scuola da soli! Percorsi di autonomia e movimento casa - scuola: indicazioni operative"

Interventi a favore dei pazienti psichiatrici

I pazienti psichiatrici hanno un tasso di mortalità 1,6-2,6 volte maggiore rispetto alla popolazione generale e un più elevato tasso di prevalenza delle patologie fisiche croniche (ad es. malattia cardiovascolare) e dei fattori di rischio correlati (ipertensione, ipercolesterolemia, obesità), che spiega circa il 60% delle morti premature non dovute a suicidio in questi soggetti. La situazione descritta è correlabile a stili di vita a rischio per la salute, effetti metabolici della terapia psico-farmacologica, scarsa attenzione riguardo alla salute fisica da parte degli operatori psichiatrici e dei pazienti stessi.

Dal 2005 è iniziata una collaborazione tra Dipartimento di Prevenzione e Clinica Psichiatrica di Verona, con iniziative di:

  • formazione degli operatori;
  • promozione degli stili di vita sani (alimentazione e attività fisica);
  • inserimento di un gruppo di cammino nelle attività del centro diurno.
Progetto PHYSICO

Dal 2009 è stato attivato il protocollo di ricerca PHYSICO, che ha reclutato 193 pazienti psichiatrici per effettuare un’indagine approfondita dei fattori di rischio seguita da un intervento per migliorare lo stile di vita e i livelli di attività fisica. Infine nel 2011 è partito un progetto più ampio che coinvolge tutti i pazienti dei 4 servizi psichiatrici della ULSS 20.

Report: Independent Inquiry into Inequalities in Health - presentazione

Il 17 luglio 1997 il Ministro della Sanità d'Inghilterra scriveva una lettera a Sir Donald Acheson, commissionandogli la redazione di un rapporto indipendente sulle disuguaglianze in campo sanitario presenti in Inghilterra. Sir Acheson provvedeva ad organizzare e coordinare un gruppo di lavoro di cinque persone e, nel settembre del 1998, consegnava il rapporto che, da allora, ha avuto cinque successive edizioni. È un documento che fa onore alla tradizione inglese di rapporti redatti da gruppi indipendenti su temi cruciali della vita di quella nazione. Il tentativo di ricordare qualcosa di qualità confrontabile nel nostro Paese, promosso dall'autorità politica, ci porta sconsolatamente a risalire al 1877.

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